La via della conoscenza per dialogare con l’islam

L’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei propone una serie di schede pastorali per approfondire la conoscenza dell’islam da parte dei cristiani.
«Pur non avendo la pretesa di essere un progetto esaustivo – nota il direttore dell’Ufficio Cei, don Cristiano Bettega – coltiva la speranza di suscitare interesse e di contribuire a creare una mentalità di dialogo».
La comprensione consente di vincere i pregiudizi.
«È innegabile – spiega il vescovo Mansueto Bianchi, già presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che firma l’introduzione all’itinerario – che, almeno a livello emotivo e talvolta superficiale, nell’opinione pubblica i musulmani siano percepiti come la nuova realtà religiosamente connotata più problematica e spesso minacciosa. La dominante della mera paura istintiva e reattiva comporta il grande rischio per tutti dell’irrigidimento e della chiusura in cerchie autoreferenziali, falsamente rassicuranti e che scoraggiano o inquinano la relazione fra persone e comunità, unica autentica e praticabile via verso almeno la conoscenza e il rispetto reciproci».
Le prime schede pubblicate sono reperibili al seguente link.

Io credo in Dio perché il giorno sorge ogni mattina

Se l’universo è frutto del caso, se non siamo altro che un assemblaggio alla bell’e meglio di particelle deperibili, non abbiamo la minima possibilità di sperare in qualsiasi cosa dopo l’ineluttabile morte. Se Dio, al contrario, e quel che chiamiamo – a torto – il suo spirito e la sua volontà sono all’origine dell’universo, tutto è possibile. Anche l’inverosimile.

Da un lato la certezza dell’assurdo. Dall’altro la possibilità del mistero.

Molti, nel corso della storia, e soprattutto ai nostri tempi, hanno scelto l’assurdo. Con le sue conseguenze. C’è della grandezza in questa scelta. Disperata. Orgogliosa. Coraggiosa.

Forse per carattere, forse perché ho amato la felicità, perché detesto la disperazione, io ho scelto il mistero. Lo confesso con una punta d’ingenuità: mi sembra impossibile che l’ordine dell’universo sprofondato nel tempo, con le sue leggi e il suo rigore, sia frutto del caso.

Improvvisamente, il male e il dolore acquistano un senso – a noi sconosciuto, ovviamente, ma nonostante tutto un senso. Improvvisamente, mi affido a qualcosa di enigmatico che è molto più in alto di me e di cui io sono la creatura e il giocattolo.

Non sono lontano dal pensare che sia solo insensato dire: «Dio non c’è».

Io credo in Dio perché il giorno sorge ogni mattina, perché c’è una storia e perché ho un’idea di Dio che non so da dove potrebbe arrivare se non ci fosse Dio.

Jean d’Ormesson, da «Il mio canto di speranza»