I cristiani sono fatti così

Sono rimasta colpita da una notizia che riguarda Antonio Socci, giornalista e scrittore, che non ha mai fatto mistero della sua fede. Nel suo blog ha pubblicato un appello in cui invita alla preghiera per la salute di sua figlia che si trova in coma.
Per chi ha fede, di fronte al male che sembra inattaccabile, la preghiera è l’unica speranza.
I cristiani sono fatti così: sanno che l’ultima parola spetta solo a Dio e che Egli può tutto. I cristiani si affidano a Dio e a Lui chiedono la forza per superare ogni dolore, ogni inspiegabile dolore. Non è rassegnazione, non è rinuncia a combattere, ma consapevolezza che l’uomo è perduto se non confida nel Signore. Alcuni, proprio per questo, li considerano degli illusi, dei bambini che non hanno intenzione di crescere.
Che ognuno la pensi come vuole. Io invece rimango sempre colpita dalla forza che nasce dalla preghiera.
Se date un’occhiata ai post, troverete un lavoro proprio sulla preghiera e sull’importanza che essa riveste in ogni religione. Nel cristianesimo, però, la preghiera è qualcosa di diverso, perchè non è solo espressione di un precetto, ma è entrare in un rapporto personale con un Dio che ci ama.

Evviva la trasgressione!

La prof è diventata matta, direte.
Ma sentite cosa ha detto Vasco Rossi in un’intervista: “La vera trasgressione è essere normali, farsi una famiglia, crescere i bambini…“. Che evoluzione! Dal volersi dannare l’anima, come lui diceva tempo fa, al desiderare la normalità, e a considerarla come la vera trasgressione. E’ proprio vero che il tempo ci dà l’occasione per diventare più saggi, per scoprire e riscoprire ciò che conta veramente nella vita.
Se ci pensate bene, il nostro Vasco ha proprio ragione, perchè la vera trasgressione è vincere l’egoismo e la superficialità che ci fanno sentire al centro del mondo, come se gli altri non esistessero. Al centro del mondo però ci siamo, perchè siamo preziosi agli occhi di Dio, ma non possiamo pensare di starci da soli, perchè il nostro “destino” di felicità si realizza nell’Amore: l’Amore di Dio per noi, l’Amore verso Dio, gli altri e noi stessi.
Il cristianesimo è la religione dell’Amore, ma di un Amore che “trasgredisce” il pensiero comune, perchè si tratta di un Amore che si fa sacrificio, anche della propria vita, di un Amore gratuito, perchè nulla chiede in cambio, di un Amore che sa andare oltre i torti subiti.
Ditemi se non è vivere alla grande, andare al massimo, come diceva Vasco, cercare di impegnarsi a vivere l’Amore così! E ditemi se non è una vera e propria trasgressione nei confronti di quel modo di pensare, di quei modelli di vita, che proprongono come vero e buono il soddisfare le proprie voglie, il mettere al centro il proprio egoismo, il vivere senza responsabilità.
Gesù è proprio grande! E ci chiede di vivere al massimo, al meglio cioè delle nostre possibilità di bene. “Siate perfetti come il Padre vostro celeste”. AMEN!

Cristianesimo e sviluppo

Si va sempre più diffondendo l’idea che la religione sia un fattore di freno dello sviluppo umano, tanto da guardare come evento positivo l’emancipazione dell’uomo da Dio. Ma è proprio vero che la religione è in contrasto con il progresso umano? Qualche tempo fa ho letto su Avvenire un editoriale di Giacomo Savek Lodovici, e mi colpiva la sua riflessione sul cristianesimo che definiva, alla luce anche dell’enciclica di Benedetto XVI, di cui vi ho già parlato, un fattore di sviluppo. Altro che palla al piede!
Condivido pienamente questa posizione e provo a elencarvi i perchè, con lo sguardo attento all’enciclica e all’editoriale di cui sopra:
* Il cristianesimo proclama la dignità di ogni essere umano. Questo porta alla sollecitudine e alla solidarietà verso ogni uomo e ogni donna.
* Il cristianesimo bandisce ogni forma di violenza.
Sì, lo so, nel passato i cristiani e gli uomini di Chiesa alla violenza hanno fatto ricorso, ma non c’è nulla nel Vangelo che possa giustificare simili comportamenti. Di questo i cristiani dovranno rendere conto al Padreterno!

* Il cristianesimo proclama la fraternità universale, e non è cosa da poco. La ragione, da sola, può arrivare a pensare all’uguaglianza, ma la fraternità richiede il concetto della figliolanza. Si è fratelli, dicono i cristiani, perchè siamo figli dello stesso Padre.
* Il cristianesimo ha diffuso tra le masse l’idea della grandezza della ragione umana, immagine di quella divina, da impiegare in tutti gli ambiti nel modo migliore possibile.

* Il cristianesimo ha il suo centro e il suo ideale nell’Amore illuminato dalla verità. Proprio questa idea dell’amore ha spinto cristiani di buona volontà a trovare soluzioni al disagio, al degrado e alla povertà. Vi ricordo che le prime organizzazioni di assistenza nascono non per ini
ziativa degli Stati, ma sono frutto della testimonianza di vita dei cristiani.
* Il cristianesimo insiste molto su virtù umane quali la solidarietà, la laboriosità, l’onestà e così via. Tutto questo non contribuisce allo sviluppo materiale ed etico della società?
Il Vangelo non toglie nulla all’uomo, anzi!
Proprio a tal proposito voglio concludere con le parole che Benedetto XVI pronunciò alla sua prima messa da Papa, richiamando alla memoria il suo predecessore, Giovanni Paolo II:

Ancora, e continuamente, mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora: “Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!” Il Papa parlava ai forti, ai potenti del mondo, i quali avevano paura che Cristo potesse portar via qualcosa del loro potere, se lo avessero lasciato entrare e concesso la libertà alla fede. Sì, egli avrebbe certamente portato via loro qualcosa: il dominio della corruzione, dello stravolgimento del diritto, dell’arbitrio. Ma non avrebbe portato via nulla di ciò che appartiene alla libertà dell’uomo, alla sua dignità, all’edificazione di una società giusta. Il Papa parlava inoltre a tutti gli uomini, soprattutto ai giovani. Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura – se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? Ed ancora una volta il Papa voleva dire: no! chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. Amen.

Scoperto il sarcofago di San Paolo e la più antica icona che lo raffigura

A chiusura dell’Anno Paolino, Papa Benedetto ha annunciato che i frammenti di ossa, contenuti nel sarcofago di San Paolo, sotto l’altare papale della Basilica dedicata all’Apostolo delle Genti a Roma, appartengono al I secolo. La tradizione quindi, che ha sempre ritenuto che lì fosse conservato il corpo di questa grande figura della Chiesa primitiva, trova una conferma scientifica, grazie all’esame del carbonio 14 a cui quei piccoli frammenti di ossa sono stati sottoposti. Nel sarcofago, che non è stato aperto, ma in cui è stata introdotta, attraverso un piccolo foro, una sonda, sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino color porpora, laminato con oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino.


Un’altra scoperta legata sempre alla figura di San Paolo è quella relativa alla più antica icona che lo raffigura. L’icona in questione, che è un’immagine legata al culto e non alla semplice rappresentazione, è stata scoperta il 19 giugno nelle catacombe di Santa Tecla sulla via Ostiense a Roma.